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UNGHERIA

Di Marco Mancini

Il Tokaji - Vinificazione

Tokaji

 

“Il Re dei vini, il vino dei Re”. Così Luigi XIV descrisse quel vino offertogli dal principe Ràkòczi di Transilvania agli inizi del 1700. Primo vino prodotto da uve surmature o botrizzate, quasi 200 anni prima del Sauternes, il Tokaji entra di diritto nei vini da leggenda protagonista di tanti racconti. A partire dalla sua nascita ufficiale attribuita al cappellano della famiglia Ràkòczi che produsse il Tokaji aszù con l’uva raccolta dal vigneto Oremus di Sàrospatak per donarlo alla moglie del Principe Zsuzsanna Loràntfly, fino al 1949 quando i vigneti e le grandi tenute di Tokaji, a causa del regime comunista divennero monopolio di stato, dando inizio ad una decadenza della qualità, per arrivare alla rinascita di questi ultimi anni, soprattutto dovuta ad investitori stranieri che hanno acquisito importanti proprietà viticole costituendo anche l’associazione Tokaj-Renaissance per rilanciare nel mondo questo splendido vino.
Bisogna specificare innanzitutto che Tokaji è il nome del vino e non del vitigno come molti credono. Deriva da Tokaj-Hegyalja che è il nome della regione in cui viene prodotto e che si trova al confine nord-est dell’Ungheria. Gli impianti contano circa 6.000 ettari di vigne coltivati in 28 comuni.

 

I vitigni che danno origine al vino sono tre:
Il Furmint vitigno a maturazione tardiva facilmente attaccabile dalla muffa nobile. E’ la base maggioritaria del Tokaji, conferisce al vino acidità ed aromi. Le origini di questo vitigno verrebbero attribuite addirittura ad un coltivatore italiano collaboratore di corte intorno al XIII secolo ed il nome altro non sarebbe che la traslazione di un cognome italiano (forse Formentini)
Molto importante è anche l’Hàrsmevelü che conferisce ricchezza alla parte aromatica del vino, soprattutto di miele e tiglio (Hàrsmevelü in magiaro significa proprio foglia di tiglio). Vi concorre poi una piccola parte di Moscato di Lunel, vitigno della famiglia dei moscati come quello del nostro Asti.
La coltivazione avviene sia in suoli costituiti da depositi alluvionali, soprattutto intorno alla cittadina di Tokaj, sia in suoli argillosi, i ceppi vengono interrati e talvolta per proteggerli dal freddo intenso vengono ricoperti di neve.
Il segreto del Tokaji sta tutto in un fungo. Un microorganismo chiamato Botrytis Cinerea i cui germi in particolari condizioni climatiche si sviluppano e germinando penetrano i tessuti vegetali degli acini. Questo causa un avvizzimento dell’uva con una concentrazione di succo e zuccheri, in più l’attività metabolica della Botrytis produce glicerina che darà morbidezza al vino. Clima migliore per lo sviluppo di questa muffa sono temperature medie poco sopra i 10/12° e un alternarsi di mattine umide e nebbiose a pomeriggi caldi e asciutti. Nella regione del Tokaj due fiumi il Tisza e il Bodrog creano dei microclimi eccezionali per uno sviluppo diffuso di questa muffa nobile.

 

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